Ore 17.45: sull’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno, dopo una giornata piena di nuvole e pure di pioggia, spunta il sole. Sembra un segno del destino, qualcosa voluta dall’Alto per dare sollievo a chi proprio non riesce a darsi pace. Proprio in quei momenti è finita l’agonia di Pietro Spizzico. Ha perso la battaglia più importante della sua brevissima esistenza, il 15enne di Capaccio Paestum ricoverato sin dalla tarda serata di lunedì nel reparto del nosocomio di Salerno diretto dal primario Renato Gammaldi. Le condizioni erano parse disperate sin dal trasporto d’urgenza in ambulanza dalla città dei Templi al capoluogo.
La disperazione di una comunità
Sarebbe servito un miracolo, un aiuto divino per far sì che Pietro potesse guarire dalle gravissime lesioni cerebrali riportate in una caduta ancora avvolta nel mistero e su cui stanno lavorando senza sosta i carabinieri della Compagnia di Agropoli agli ordini del capitano Giuseppe Colella. Il miracolo, purtroppo, non c’è stato. Gettando nella disperazione un’intera comunità che non riesce a darsi pace. Non riesce a spiegarsi cosa abbia causato la morte di quel ragazzo nel fiore degli anni. Ma Pietro continuerà a vivere in tante altre persone: dai genitori, infatti, è arrivato l’ok all’espianto degli organi.
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