I narcos sono avvisati: anche al porto di Salerno è in funzione lo scanner 3d e quindi i carichi di merce illegale sono facilmente scopribili. Sono serviti quasi tre anni dal momento in cui è stato acquistato per installare la strumentazione nello scalo di via Ligea. Sono state necessarie le richieste dell’autorità portale, del procuratore capo Giuseppe Borrelli (che ha denunciato l’assenza dalle commissione parlamentari all’inaugurazione dell’anno giudiziario), della prefettura, delle forze dell’ordine, della Cgil e la campagna stampa de “la Città” per arrivare al montaggio.
Insomma, i trafficanti salernitani non potranno dire che a Salerno non c’è lo scanner come avvenne nel 2019, in un garage della provincia, al cospetto di una delegazione narcos colombiani. E della istallazione non può che non dispiacersi anche la Ndrangheta che utilizzava, si presume proprio per l’assenza delle apparecchiature di controllo, come porto aggiunto per lo sbarco di centinaia di chili droga proprio le banchine salernitane (come da dichiarazioni di Federico Cafiero De Raho, all’epoca procuratore nazionale antimafia). Una novità che finalmente potrà fermare le azioni dei gruppi locali (ma anche del Napoletano) che operavano nello scalo per l’arrivo e il recupero dei carichi di droga. Saranno dispiaciuti i trafficanti svizzeri, siriani, tedeschi, libanesi e russi che triangolavano dal captagon alla cocaina per mezza Europa.
Adesso, dopo la lunghissima attesa finita nel mirino di tutti, finalmente il porto si è dotato dello strumento utile per eseguire in maniera più celere i controlli sui container in ingresso e uscita nello scalo di via Ligea. L’avvio delle attività, però, è finita nel mirino della Funzione Pubblica della Cgil che, dopo aver sollevato l’allarme per il possibile ridimensionamento dell’Ufficio doganale di Salerno, chiede sicurezza per i lavoratori a contatto con la strumentazione a causa dell’emanazione di radiazioni.